progetto CEA La Spiga

La Carta dei Servizi descrive le finalità e le caratteristiche della Comunità Educativo-Assistenziale La Spiga, ne esplicita le metodologie e gli strumenti di intervento, stabilisce le responsabilità ed i  compiti  del personale  impiegato.

La Carta  dei Servizi contiene il progetto di gestione e costituisce il documento guida al funzionamento ed alla fruizione del servizio, in essa sono fissati inoltre indicatori e standard di qualità delle prestazioni erogate.

La Carta dei Servizi si ispira ai principi fondamentali espressi dalla normativa di riferimento (Dir. P.C.M. 27 gennaio 1994 e successive integrazioni) che vengono declinati come segue:
uguaglianza: il servizio viene erogato senza porre distinzioni di sesso, razza, religione, lingua, opinione politica, condizione socioeconomica;
imparzialità: il servizio viene erogato con obiettività e giustizia evitando qualsiasi forma di favoritismo
continuità: il servizio è organizzato in modo da garantire la stabilità e regolarità dell’intervento;
scelta e partecipazione: il servizio riconosce la soggettività dei giovani e degli adulti impegnati nel percorso educativo, ne favorisce il coinvolgimento attivo e ne acquisisce periodicamente la valutazione circa la qualità delle prestazioni rese;
riservatezza: il servizio assicura la segretezza su informazioni personali e sensibili riguardanti gli ospiti ed i suoi familiari;
efficacia ed efficienza: il servizio si impegna a raggiungere gli obiettivi fissati in modo idoneo e con corretta allocazione di risorse.

Gli standard di prestazione qualitativi e quantitativi sono individuati in collaborazione con gli utenti e il personale dei Servizi Sociali degli Enti Locali presso cui la Comunità Educativa Assistenziale è accreditata. L’adeguatezza ed il rispetto degli standard sono garantiti da controlli interni.

Mission
La Comunità La Spiga pone al centro del proprio intervento la persona, intesa come portatrice di risorse ed intende il servizio come luogo di costruzione di processi di autonomia ed integrazione.

La Comunità educativa La Spiga ospita giovani che necessitano di vivere, per un periodo, in un ambiente alternativo alla famiglia di origine ed offre uno spazio fisico ed emotivo accogliente con connotazioni di tipo familiare. In Comunità gli educatori professionali, figure adulte di riferimento, trasmettono modelli comportamentali e relazionali che favoriscono la maturazione delle competenze cognitive ed affettive dei giovani.

L’intervento educativo proposto in comunità intende:
assicurare ai giovani allontanati dalla famiglia un contesto protetto e relazioni educative stabili. L’approccio alla tutela è relazionale, ovvero garantisce la protezione ma non sottrae alla famiglia le proprie responsabilità educative: ove possibile si favorisce il mantenimento dei legami familiari e si sostiene il graduale recupero della funzione genitoriale sostenere la crescita personale e la partecipazione sociale attraverso il valore educativo della quotidianità. I gesti della vita quotidiana assumono nella comunità educativa un rilievo pedagogico. Gli educatori predispongono condizioni materiali ed attività  in grado di promuovere livelli crescenti di autonomia dei giovani ospiti migliorare il livello d’istruzione nel rispetto delle attitudini  dei giovani ospiti. Il personale educativo assicura il necessario supporto alle attività scolastiche, favorisce la scelta consapevole dei percorsi formativi e promuove iniziative che migliorino l’occupabilità presente e futura dei giovani.

Destinatari
La Comunità accoglie giovani, maschi e femmine, di qualunque nazionalità, in numero massimo di nove, di età compresa tra i 12 ed i 18 anni con problemi di disagio personale o familiare, seguiti dai Servizi Sociali degli Enti Locali per i quali sia stata valutata la necessità di un allontanamento temporaneo dal nucleo familiare.
Ogni inserimento in comunità viene valutato in relazione alla composizione del gruppo di ospiti presenti. In linea generale si favorisce la compresenza di ragazzi e ragazze che consente agli ospiti di sperimentare codici comunicativi e di comportamento plurali e contrasta l’insorgenza di stereotipi di genere.
L’accoglienza di giovani di nazionalità non italiana è garantita mantenendo, per quanto possibile, un corretto rapporto tra presenze straniere ed autoctone al fine di evitare forme di segregazione che danneggerebbero innanzitutto i giovani provenienti dall’estero.
L’inserimento  di  giovani  sottoposti  a  provvedimento  penale o in «messa alla prova» viene valutata, in stretta collaborazione con i Servizi  proponenti, ponendo  attenzione  agli  equilibri  del  gruppo  di ospiti.

Struttura
La Comunità La Spiga si trova in via San Luca 15/10, nel cuore del Centro Storico genovese, vicino alla stazione ferroviaria di Genova Principe e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La struttura è collocata al quarto piano di un palazzo signorile fornito di servizio portineria ed ascensore.
L’appartamento che ospita la Comunità, di circa 220 mq, è dotato di ampi locali sia individuali sia per le attività comuni:
–  cucina – sala da pranzo – sala TV
–  tre stanze da bagno – locale dispensa
–  tre camere da due posti letto – una camera da tre posti letto

Inoltre l’appartamento dispone di una stanza adibita ad ufficio e di una camera da letto singola ad uso degli educatori.
Gli ospiti hanno la possibilità di personalizzare le loro camere da letto, al fine di ricreare nella comunità la dimensione di “casa”.
I locali e gli impianti rispondono ai requisiti previsti dalla normativa vigente e periodicamente vengono sottoposti alla necessaria manutenzione.
Le pulizie ed il riordino dell’appartamento vengono svolti quotidianamente da un collaboratore domestico. Mensilmente vengono eseguiti interventi di disinfestazione e sanificazione degli spazi comuni.
La struttura ha una polizza assicurativa per infortuni e danni a terzi che copre ospiti e personale.
Gli educatori hanno ricevuto una formazione specifica sulle tecniche antincendio, antinfortunistiche e sicurezza (legge 81/08).

Personale
Il personale della struttura è composto da:
Equipe educativa      Personale ausiliario     Volontari Tirocinanti

Équipe educativa
Il funzionamento della comunità è assicurato dalla presenza costante del personale educativo. L’Equipe è composta, stabilmente, da sette educatori ed un educatore sostituto.
Il coordinatore, individuato tra gli educatori della CEA, ha il compito di:
_regolare il funzionamento delle attività che si svolgono all’interno della struttura
_curare le relazioni con i servizi sociali degli Enti Locali, del Ministero di Giustizia e delle altre Agenzie coinvolte
_collegarsi con altre organizzazioni socioeducative e sociosanitarie attive sul territorio cittadino
_gestire le segnalazioni ed organizzare la fase di inserimento degli ospiti in comunità
_gestire il personale professionale e non che opera all’interno della struttura
_amministrare le risorse economiche del servizio

Gli educatori sono responsabili di concerto con il personale dei servizi sociali professionali della predisposizione ed attuazione del Progetto Educativo Individuale (PEI) riferito al singolo ospite. Ogni educatore è referente del percorso educativo di uno/due giovani, favorisce il loro ingresso in comunità e accompagna la loro permanenza in costante rapporto con i familiari – quando presenti – e con il personale delle altre agenzie educative e sociosanitarie coinvolte.

Gli educatori programmano e gestiscono le attività che si svolgono all’interno e all’esterno della comunità, in particolare:
_supportano i ragazzi impegnati nelle attività scolastiche e/o in per- corsi di inclusione lavorativa
_facilitano la socializzazione all’interno del gruppo ospiti attraverso l’organizzazione di iniziative ludiche e di attività strutturate di dialogo
_promuovono l’uso meritorio del tempo libero favorendo la partecipazione dei giovani ad attività ricreative, artistico-creative, sportive e di solidarietà sociale sulla base delle attitudini personali e dell’offerta disponibile sul territorio
_curano la documentazione del percorso educativo degli ospiti attraverso l’impiego degli strumenti di osservazione e progettazione che compongono i dossier individuali dei ragazzi.

Ogni educatore referente del singolo ospite ha settimanalmente con questi un momento di colloquio individuale nell’ambito del quale il giovane approfondisce, attraverso il confronto con l’adulto, vissuti personali e aspetti della sua esperienza comunitaria. Settimanalmente si svolge la riunione dell’equipe educativa in cui il personale esamina l’andamento del gruppo  di ospiti e verifica lo stato di attuazione dei progetti educativi individuali programmandone collegialmente adeguamenti e integrazioni.
Mensilmente l’equipe educativa prende parte ad attività di supervisione del lavoro svolto con un esperto in ambito psico-pedagogico, strutturate in momenti di supporto metodologico e psicopedagogico al lavoro educativo e di analisi dei casi e delle dinamiche interne all’équipe.
Annualmente il personale partecipa ad attività di formazione, della durata di almeno venti ore, curata da agenzie qualificate, su temi inerenti gli interventi educativi (es. gestione dei conflitti, facilitazione percorsi autonomia, prevenzione dipendenze). Inoltre il personale educativo partecipa a seminari e convegni su tematiche di settore.

Personale ausiliario
All’interno della struttura è impiegato un operatore ausiliario che svolge quotidianamente mansioni relative alla gestione della casa quali: riordino degli spazi, pulizia degli ambienti, spesa, preparazione pasti.

Tirocinanti e Volontari
La convenzione con la Facoltà di Scienze della Formazione consente la presenza in comunità di studenti che svolgono presso la struttura un tirocinio formativo. L’azione degli studenti è regolata dal progetto di tirocinio concordato con il Coordinatore ed è intesa come integrativa alle attività educative svolte dagli educatori professionisti.
All’interno del servizio è prevista la presenza di volontari che affiancano e coadiuvano gli operatori educativi in linea con le finalità e le attività della CEA. Tempi e modi della loro partecipazione vengono concordati con il coordinatore, che valuta anche la loro idoneità e compatibilità con il tipo di utenza ospite in struttura. I volontari supportano il personale educativo nelle attività di sostegno scolastico ed animazione del tempo libero.
Studenti e volontari contribuiscono a rendere più plurale la dimensione relazionale all’interno della comunità ed arricchiscono la proposta pedagogica del servizio.

Organizzazione e gestione
La CEA garantisce l’accoglienza dei giovani 365 giorni all’anno 24h/24. Il personale educativo è presente in comunità sulla base di turni giornalieri articolati di norma come segue:
1° turno: 08:00 – 16:00; 2° turno: 16:00 – 24:00; 3° turno: 24:00 – 8:00

In funzione delle esigenze educative degli ospiti, sono previste ulteriori presenze giornaliere degli educatori, soprattutto nella fascia oraria 16 –  23, per consentire l’affiancamento dei giovani in attività di studio, la partecipazione ad iniziative ludico-ricreative e la condivisione di momenti di dialogo e confronto.

Le attività proposte all’interno e all’esterno della struttura sono progettate in conformità con gli obiettivi pedagogici del servizio, considerando la configurazione del gruppo degli ospiti e nel rispetto delle attitudini e delle motivazioni dei singoli. La convivenza di giovani di differente nazionalità viene valorizzata, nell’ottica dell’educazione interculturale, promuovendo iniziative che sottolineano come la presenza di più lingue e più culture possa diventare un’opportunità per tutti.
Periodicamente sono organizzati soggiorni vacanza, in accordo con i referenti dei Servizi Sociali invianti; le attività sono strutturate in modo da permettere ai ragazzi momenti di condivisione di gruppo e spazi di autonomia, funzionali alla costruzione di relazioni significative con i pari e con le figure adulte. Inoltre, in conformità con gli obiettivi del PEI e in accordo con i referenti dei Servizi invianti, gli ospiti possono partecipare ad attività organizzate da altre agenzie educative previa verifica che in tale periodo sia assicurata un’adeguata tutela e cura dei partecipanti.

In caso di ricovero ospedaliero, viene garantita l’assistenza da parte di un educatore che assicura ogni forma di appoggio necessaria al giovane in un momento di particolare fragilità.

In caso di allontanamento spontaneo, mancato rientro o sottrazione del minorenne da parte di familiari o terzi, la struttura dà immediata comunicazione agli uffici preposti (polizia, autorità giudiziaria, ATS/UCST) e ai familiari (quando opportuno e se previsto nel PEI). In caso di rientro del giovane, la struttura informa tempestivamente i soggetti di cui sopra.

Finalità e modalità dell’intervento educativo
Le persone, al centro dell’intervento educativo, sono intese come un complesso di funzionamenti e di disarmonie in costante interazione reciproca. Le biografie delle persone accolte in comunità sono frequentemente costellate di incidenti esistenziali e relazionali che sovente compromettono l’equilibrio personale dei giovani che affrontano il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Legami familiari carenti o disturbati rendono necessario l’intervento di figure adulte che integrino professionalmente l’intervento educativo della famiglia sostenendo i giovani nel fronteggiare i compiti di sviluppo che ordinariamente impegnano gli adolescenti.

Gli educatori utilizzano nel proprio agire un approccio pedagogico, che intende il giovane come soggetto protagonista del proprio percorso di crescita nell’interazione con l’adulto e assume la socialità come elemento strategico del processo educativo.

Nel tempo si è strutturato un modello dell’intervento educativo basato su un approccio integrato ed articolato su due dimensioni:
Il Dentro: inteso come luogo della quotidianità, del coinvolgimento nella vita in comune – una casa da condividere, uno spazio della fraternità, ricco di  relazioni interpersonali ed affettive;
Il Fuori: inteso come luogo di opportunità in cui valorizzare gli interessi personali, ampliare il campo delle relazioni sociali, esercitare livelli progressivi di responsabilità.

La comunità è quindi spazio fisico e relazionale di costruzione di  processi di autonomia ed integrazione, processi che maturano all’interno del contesto sociale, ambientale e culturale in cui è inserita la convivenza.

Strumenti prioritari dell’intervento pedagogico sono quindi la relazione, l’osservazione e il dialogo.

La relazione educativa con adulti competenti ed autorevoli costituisce la base per assicurare un percorso di crescita in cui affrontare adeguatamente i compiti di sviluppo, assumere progressivamente responsabilità verso sé stessi e gli altri e porsi realistici obiettivi di autonomia. La disponibilità degli educatori all’ascolto e all’accoglienza contribuisce a rinforzare la relazione empatica con l’ospite, produce una crescita dell’autostima, consente nuovi sguardi verso il futuro e promuove competenze progettuali.

L’osservazione entro la relazione educativa permette di guardare con metodo il profilo personale e relazionale degli ospiti e costituisce la base per la progettazione individualizzata degli interventi educativi, per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi evolutivi.

Le osservazioni diventano strumento per le attività di dialogo pedagogico che si svolgono periodicamente tra gli educatori e gli ospiti. Nell’ambito dei colloqui, individuali e collettivi, gli educatori favoriscono (anche attraverso specifici stimoli verbali, visivi o materiali) la riflessione condivisa di vissuti e pensieri dei giovani facilitandone la comprensione dei meccanismi generativi. I colloqui sono l’occasione per focalizzare l’attenzione dei giovani sul percorso in atto, per valorizzare i risultati conseguiti, comprenderne le difficoltà e per concordare gli impegni futuri.

Il Progetto Educativo Individuale
Il progetto quadro stilato dagli operatori dei servizi sociali competenti è il principale documento di indirizzo per l’azione educativa che si svilupperà in comunità. L’equipe educativa, sulla base del progetto quadro e di una puntuale attività di osservazione, redige il Progetto Educativo Individuale (PEI).
Nel Progetto Educativo Individuale vengono indicati gli obiettivi generali e specifici che si intende perseguire. In particolare gli obiettivi educativi specifici vengono articolati in cinque aree di intervento: familiare, scolastica e/o formazione lavorativa, sanitaria, autonomia e cura della persona, vita di comunità. Per ciascun obiettivo vengono quindi specificati gli strumenti, i metodi ed il cronoprogramma delle attività previste per realizzarli.
Una prima versione del PEI è redatta entro trenta giorni dall’ingresso in comunità, periodo durante il quale viene condotta l’osservazione del giovane (osservazione focalizzata). L’osservazione è tesa a disegnare un primo profilo del nuovo ospite sulla base di un set di descrittori riferiti a specifiche dimensioni personali, relazionali e contestuali. La redazione del report dell’osservazione periodica è affidata all’educatore di riferimento del giovane, designato nella fase di accoglienza in comunità, sulla base di una preliminare valutazione di sintonia relazionale condotta dall’equipe educativa e dal personale del servizio sociale professionale.
I contenuti della scheda di osservazione sono discussi ed eventualmente integrati all’interno dell’équipe educativa che di concerto definisce il piano degli obiettivi generali e specifici del PEI. I contenuti del PEI nelle sue linee generali vengono quindi socializzate con il personale dei servizi sociali e, ove possibile, con l’ospite al fine di condividerne le finalità e le modalità per perseguirle.
Le osservazioni sugli ospiti ed il percorso in comunità sono poi documentati nel diario redatto e condiviso dagli educatori. Il diario è lo strumento pedagogico con cui si fa narrazione qualitativa ad integrazione di quanto rilevato e registrato, anche in termini dimensionali, attraverso le griglie dell’osservazione focalizzata. Il diario consente di descrivere soggetti e narrare eventi, fissandone caratteristiche e   condizioni altrimenti disperse nel flusso della quotidianità. Questo strumento è un importante supporto per la progettazione educativa.
Semestralmente viene aggiornata la scheda di osservazione focalizzata e, sulla base delle informazioni fornite dai descrittori e dalle tematizzazioni offerte dal diario pedagogico, l’equipe redige un aggiornamento del PEI che viene quindi condiviso con il giovane e con gli operatori del servizio inviante che lo seguono. Le schede di osservazione, il diario pedagogico, il PEI nelle sue successive formulazioni costituiscono il dossier individuale dell’ospite che viene custodito dal personale educativo nel rispetto della normativa della privacy.

Modalità d’accesso, inserimento e dimissione
L’ingresso in comunità è progettato dal servizio sociale inviante, condiviso, di norma con il giovane ed i suoi familiari, in accordo con le competenti autorità giudiziarie.

Modalità d’accesso
La richiesta di inserimento è presentata in forma scritta dagli operatori dei servizi sociali territoriali attraverso specifica scheda di segnalazione. Dalla data di ricezione della richiesta di inserimento e relativa relazione da parte dei Servizi proponenti, entro i successivi 15 giorni si verificano i seguenti passaggi:
_ incontro preliminare tra il coordinatore e gli operatori dei servizi invianti in cui viene presentato il profilo del giovane e dei suoi bisogni educativi, per la condivisione del progetto d’intervento; qualora le informazioni disponibili risultino carenti si concorda un periodo di osservazione condotto direttamente in comunità, al termine del quale viene perfezionato il progetto d’inserimento.
_esame e valutazione di idoneità all’inserimento in comunità da parte dell’équipe educativa

comunicazione in forma scritta dell’esito della valutazione  al servizio inviante:
–  in caso di valutazione positiva dell’équipe, è previsto un incontro successivo con il giovane, i servizi invianti e il coordinatore, finalizzato alla presentazione della proposta educativa e ad un primo esame della motivazione del giovane ad entrare a far parte della convivenza
–  in caso di valutazione negativa, il coordinatore motiva le ragioni di inidoneità dell’inserimento.

In caso di richiesta di inserimento di urgenza il Coordinatore invia ai servizi segnalanti risposta scritta e motivata entro 36 ore.

Inserimento
Concordato l’inserimento del giovane, si programma un percorso di avvicinamento graduale, finalizzato alla conoscenza della struttura, del gruppo degli ospiti e degli educatori.
Questa fase comporta di norma alcuni inviti a cena, occasioni in cui  il giovane entra in contato con i componenti della convivenza e sperimenta in prima persona le caratteristiche strutturali e relazionali del suo futuro ambiente di vita.
Dal momento dell’inserimento in comunità, facilitato dall’individuazione di un educatore di riferimento, si avvia la fase di osservazione focalizzata, propedeutica alla stesura della prima versione  del PEI. In parallelo il Coordinatore stabilisce contatti con i familiari (ove opportuno e possibile) e con le altre agenzie educative e sociosanitarie coinvolte.
Al termine di questo periodo è previsto un incontro di verifica con  il giovane e gli operatori dei Servizi invianti per formalizzare, attraverso la condivisione del Progetto Educativo Individuale, la prosecuzione del percorso in comunità. I successivi incontri di verifica con i referenti del Servizio inviante vengono calendarizzati con cadenze variabili in funzione delle singole situazioni.

Dimissioni
La permanenza del giovane in comunità si conclude:
–  al raggiungimento degli obiettivi indicati nel PEI,
–  al sopraggiungere di problematiche non riscontrabili all’inizio del percorso comunitario incompatibili con la permanenza in comunità
–  qualora si verifichino agiti gravi messi in atto in modo consistente e continuativo

In ogni caso le dimissioni vengono concordate con gli operatori del servizio sociale, il giovane e ove possibile con i familiari. Di norma alle dimissioni segue il rientro in famiglia o l’inserimento in altra struttura di accoglienza. Le dimissioni sono precedute da una fase di transizione curata dal personale educativo che prevede sia attività di rielaborazione soggettiva del percorso fatto in comunità attraverso momenti di dialogo strutturato, sia l’organizzazione di eventi di “saluto” che coinvolgono le persone – ospiti, professionisti e volontari – che hanno condiviso con il giovane l’esperienza della convivenza. Di norma l’educatore di riferimento accompagna la transizione del giovane, garantendo una continuità di rapporto e un sostegno pratico- organizzativo, al di fuori del contesto comunitario, nel periodo che precede e segue le dimissioni.

L’équipe educativa, in accordo con il Servizio sociale inviante, può attivare progetti mirati finalizzati al rientro in famiglia o alla vita autonoma. In tali casi la Comunità rende disponibile un educatore che affianca il giovane in uscita dalla comunità e ne agevola la progressiva autosufficienza e indipendenza.

Lavoro di rete
L’intervento educativo in comunità si sviluppa secondo un’ottica che è relazionale e reticolare. La tutela e il sostegno nel percorso di transizione verso l’età adulta si realizzano nel rispetto della biografia e dei legami familiari del giovane.
Concretamente l’approccio sistemico-relazionale comporta la valorizzazione della rete familiare e parentale. In questa direzione è da intendersi l’impegno del personale educativo ad assicurare una costante comunicazione con familiari e parenti, quando presenti e coinvolgibili, ed il riconoscimento delle soggettività degli adulti e dei giovani coinvolti nel percorso educativo. Durante il soggiorno in comunità il personale educativo facilita il mantenimento dei rapporti con i familiari promuovendone periodici incontri e coinvolgendo, se possibile, genitori, fratelli e/o parenti in occasioni significative per il giovane.

La continuità tra l’universo familiare e la vita comunitaria viene inoltre favorita consentendo al giovane di personalizzare una parte dello spazio abitativo con oggetti e arredi propri. Anche le abitudini alimentari e le tradizioni gastronomiche vengono, se possibile, conservate e valorizzate diventano spesso un’opportunità di crescita culturale per tutti i membri della convivenza.

Gli interventi di aiuto sono quindi relazionali ma anche reticolari. La comunità opera come un nodo di un’ ampia rete sociale, formale e informale, in cui problemi e soluzioni vengono trattati in modo dialogico all’interno di un processo di continuo interscambio tra i diversi elementi  del reticolo. La rete costituisce un supporto sociale essenziale per gli ospiti della comunità. I nodi della rete più prossimi alla comunità sono rappresentati dai servizi educativi gestiti dalla Cooperativa Il Laboratorio con cui la CEA opera in costante integrazione. In particolare L’alloggio Protetto Il Ponte, il Centro Sociale per adolescenti Street Up e il Centro di Educazione al Lavoro Il Laboratorio. Nell’immediato intorno dei servizi professionali della cooperativa insiste un altro importante nodo della rete. Si tratta dell’associazione di promozione sociale Cernaia 3, i cui volontari operano all’interno della Comunità per assicurare ai giovani ospiti risorse relazionali e competenziali integrative a quelle professionali; la presenza dei volontari permette di intensificare i programmi di studio guidato e di organizzare molteplici iniziative ludico- ricreative.

La comunità prende parte ad iniziative ed attività organizzate dalle diverse agenzie educative formali e non, presenti sul territorio. Per citarne alcune: Centro Servizi Minori e Famiglia, Associazione Parrocchiale La Casa sull’albero, Associazione Libera, Associazione Abitanti Maddalena, Casa di quartiere Ghett up.

La presenza numerosa di ragazzi di nazionalità non italiana tra gli ospiti della comunità ha reso necessario l’impiego di competenze nell’area della mediazione linguistica e culturale. A questo scopo la rete si è arricchita del contributo dei mediatori dell’Unità Cittadini Senza Territorio e della consulenza in tema di educazione interculturale del Laboratorio Migrazioni del Comune di Genova.

Sono costanti le relazioni con il sistema dell’istruzione, gli istituti comprensivi del quartiere in cui ha sede la comunità, e con strutture specializzate quali i Centri Territoriali Permanenti, riferimento indispensabile per l’attuazione di programmi di alfabetizzazione linguistica, nel caso  di ospiti stranieri, o per l’assolvimento dell’obbligo scolastico nel caso di giovani drop out.

I percorsi formativi e di inclusione lavorativa degli ospiti vengono progettati e sviluppati in collegamento con i servizi per l’orientamento scolastico e professionale cittadini (Centri per l’impiego, Città dei Mestieri, UCIL).

Salute e sicurezza dei giovani ospiti vengono assicurati grazie alla costante collaborazione con i servizi sanitari e  sociosanitari dell’Azienda Sanitaria Locale. Il medico di medicina generale è il riferimento principale per la prevenzione e la cura delle problematiche di salute; nel caso di ospiti di nazionalità non italiana, privi di documenti, viene attivato il Servizio di Assistenza Sanitaria Temporanea (STP) a cui viene associato una valutazione delle condizioni generali di salute. Eventuali disturbi del comportamento vengono trattati in stretta collaborazione con il personale sociosanitario dei servizi dipartimentali dell’area materno infantile e della salute mentale. Nel caso di giovani con disabilità psicofisiche vengono attivati rapporti con il Servizio di assistenza Disabili del Distretto Sanitario ed eventualmente coinvolte le associazioni impegnate nell’assistenza e nel trattamento dello specifico disturbo.