Progetto Alloggio il Ponte

L’alloggio protetto Il Ponte, gestito dalla Cooperativa Sociale “Il Laboratorio” e dalla Cooperativa Sociale “La Comunità”, offre ai suoi ospiti, giovani neo-maggiorenni principalmente in uscita dalle CEA un sostegno educativo individuale finalizzato alla predisposizione delle condizioni utili al raggiungimento dell’autonomia relazionale, abitativa, lavorativa, economica.

La scelta del nome dell’alloggio può essere riassunta nel brano seguente:“ Varcare il ponte verso l’autonomia significa confrontarsi con nuove dimensioni e relazioni e sperimentare e questo non è un compito facile per nessun giovane….”

Nei casi dei ragazzi ospitati questo compito diventa molto più difficile poiché all’uscita dalle comunità si possono trovare senza reti di supporto e di sostegno: proprio per questo reputiamo fondamentale l’aiuto degli educatori nel costruire un ponte solido e stabile.

a) La struttura

L’Alloggio protetto “Il Ponte” è situato in piazza della Maddalena 11, Genova. La struttura è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. E’ inoltre nelle immediate vicinanze della CEA San Nicolò della Coop La Comunità e della CEA La Spiga della Coop Il Laboratorio in modo da permettere una reale sinergia con le suddette.

L’alloggio  è composto da tre camere da letto doppie, una cucina, due bagni, una sala per i momenti comuni una sala pranzo/riunioni e un piccolo ufficio.

La struttura si situa all’interno de “La Casa della Maddalena”, un contesto appartenente ai padri Somaschi che hanno aperto i loro spazi all’accoglienza di progetti sociali.

All’interno di questo contesto, gestito dalle stesse cooperative in collaborazione con i Padri Somaschi, è presente una struttura di Housing Sociale che potrà fornire soluzioni abitative temporanee, anche per i ragazzi in uscita dall’alloggio.

L’Alloggio rispetta tutti gli standard previsti dalla normativa vigente.

b) Le modalità di accesso e di dimissione

Le richieste di inserimento inviate dai servizi sociali del territorio al referente di struttura verranno condivise nell’èquipe educativa per valuterne la praticabilità di inserimento e, in caso di risposta positiva, concorderà i tempi di osservazione e di co-definizione dei PEI con i servizi territoriali di riferimento (in ogni caso sarà data risposta scritta agli operatori del servizio sociale entro 15 giorni dalla richiesta).

Al giovane verrà chiesto di condividere il progetto concordato con il servizio sociale inviante e di formalizzarlo aderendo al regolamento della struttura . Per formalizzare l’adesione al progetto il ragazzo deve firmare un contratto in cui viene richiesta la sua collaborazione e il rispetto del regolamento. Questo contratto viene firmato, contestualmente all’ingresso in struttura, da tutti gli attori coinvolti nel progetto ( il ragazzo, l’assistente sociale che l’ha in carico e il referente dell’alloggio) .

In questo modo “La costruzione della corresponsabilità diviene quindi un terreno educativo necessario : ogni singolo utente è coinvolto nella definizione e attuazione del proprio progetto verso l’autonomia …”3

Anche per questo, in fase di costruzione del progetto di inserimento nell’alloggio, al ragazzo viene chiesta una dichiarazione di impegno nella quale egli può esprimere il suo livello di motivazione all’inserimento a partire dal quale gli operatori della struttura potranno costruire l’intervento educativo.

Qualora le richieste di inserimento siano superiori ai posti disponibili, è possibile programmare l’inserimento all’interno di una “lista di attesa” che verrà condivisa con l’Amministrazione.

La Cooperativa La Comunità e la Cooperativa Il Laboratorio, hanno costruito in accordo con i servizi sociali invianti, un percorso per i ragazzi inseriti nelle loro CEA ( La Spiga e San Nicolò) che ha portato all’inserimento, nel caso il progetto del giovane lo preveda, nell’alloggio protetto. Questo tutela il giovane e permette una continuità educativa. Gli educatori delle due CEA infatti sostengono, accompagnano e preparano il giovane che verrà inserito in alloggio in un percorso volto al raggiungimento di un autonomia di “base “ che gli permetta di poter andare a vivere da solo. In parallelo gli educatori dell’alloggio inizieranno un percorso di conoscenza del ragazzo che prevede una serie di incontri preliminari all’inserimento e gli incontri con gli operatori dei Servizi che lo hanno in carico.

La capacità educativa dell’operatore dell’alloggio è quella di riuscire a stare sullo sfondo, lasciando al giovane l’impegno e la responsabilità delle scelte, ma con la consapevolezza di non essere solo.

Gli operatori della struttura inoltre lavorano in rete con gli altri servizi delle due cooperative e partecipano regolarmente agli incontri di rete con gli altri gestori degli alloggi del territorio genovese.

Partecipano anche al percorso promosso e coordinato dalla Direzione Politiche Sociali finalizzato al costante confronto e aggiornamento sui servizi residenziali per giovani adulti.

Le dimissioni sono parte integrante del PEI, sono condivise con il Servizio Sociale inviante, e con il giovane. Avvengono: al raggiungimento degli obiettivi, allo scadere del tempo definito nel Pei, e in caso di violazione del contratto stipulato fra le parti.

Come l’inserimento, anche questa è una fase particolarmente delicata nella vita del ragazzo, vanno ritualizzati i tempi e i modi, concordandoli con il servizio, al fine di ricostruire (all’interno di una cornice spazio-temporale) le tappe del percorso fatto insieme, degli obiettivi raggiunti, delle competenze acquisite, delle relazioni instaurate e consolidate. In questa fase è importante sottolineare ai ragazzi il senso delle fatiche vissute, delle crisi risolte e delle difficoltà attraversate nei momenti di cambiamento, al fine di proporre un’esperienza da cui attingere per affrontare assertivamente il loro futuro.

In uscita dall’alloggio gli operatori offrono ancora un periodo di affiancamento laddove i ragazzi ne facciano richiesta per accompagnarli nei primi passi verso la loro nuova dimensione di vita. Spesso infatti i ragazzi richiedono ancora un intervento educativo mirato a evidenziare la loro acquisita maturità, “verso il progressivo indebolimento del potere degli operatori […]. Si assiste […] alla metamorfosi di un rapporto che non ha più bisogno di ruoli istituzionali per fondarsi e mantenersi”4

Le modalità di intervento e gestione dell’Alloggio Protetto e Piano Educativo Individuale (PEI)

La Progettazione Educativa Individuale è uno strumento importante per orientare le attività del servizio e dei singoli operatori. Per ogni ospite è predisposto il progetto educativo individuale (PEI), volto a definire obiettivi mirati alla progressiva autonomizzazione del giovane e concordato con lo stesso ed il servizio inviante

La stesura del PEI è preceduta da un periodo di osservazione, (massimo di due mesi), al termine del quale un operatore dell’equipe (operatore di riferimento del PEI) compilerà il progetto stesso.

Il primo mese di osservazione sarà utile per stabilire punti di forza e punti di debolezza, approfondendo la conoscenza del giovane ospite e delle sue modalità di inserimento nella nostra struttura. Questi saranno utili per stabilire gli obiettivi del PEI che sarà imperniato sul rafforzamento degli aspetti positivi e sul contenere e migliorare quelli negativi.

Gli obiettivi generali vengono desunti direttamente dalla scheda di segnalazione del committente e riguardano obiettivi complessivi della presa in carico. Gli obiettivi educativi specifici riguardano più propriamente l’ambito di competenza dell’equipe, e vengono individuati integrando le informazioni desunte dalla scheda di segnalazione, le informazioni raccolte durante il periodo di inserimento nei colloqui con assistenti sociali, parenti (laddove presenti e costruttivamente disponibili), operatori ed insegnanti che abbiano già lavorato con il giovane, e quelle tratte dal PEI. Una volta individuati gli obiettivi specifici, il più concreti e verificabili possibile, si procede a determinare gli strumenti e i metodi necessari al

loro raggiungimento, i tempi per la loro realizzazione, gli indicatori che permettano di misurare l’andamento del progetto e i metodi di verifica. Sono previsti inoltre tempi per le verifiche intermedie.

L’esito delle verifiche fornirà un feedback prezioso per calibrare il progetto educativo e per l’eventuale definizione di nuovi obiettivi. Nel caso il ragazzo inserito provenga da una delle due CEA degli Enti gestori la stesura del PEI verrà facilitata dalla conoscenza acquisita nel corso degli anni dagli operatori referenti e dalla continuità educativa che permetterà di calibrare al meglio gli obiettivi per il raggiungimento dell’autonomia del giovane facendo leva su una solida relazione fiduciaria costruita nel corso del tempo dagli educatori della comunità di provenienza

Il Progetto Educativo Individuale, sia nella prima fase di stesura che in concomitanza con le verifiche semestrali viene condiviso con il Servizio inviante e controfirmato dall’Assistente Sociale che ha in carico giovane e verrà conservato nella cartella individuale del giovane.

Attraverso il PEI, come da disciplinare, gli ospiti sono progressivamente supportati nella gestione autonoma di:

* Aspetti relativi alla salute, cura di sé, stili di vita;

* Aspetti dell’economia domestica, intesa come insieme di conoscenze e tecniche utilizzate per la corretta conduzione degli aspetti pratici della vita quotidiana (spesa e gestione del denaro, definizione dei menu e preparazione autonoma dei pasti, adempimento a compiti relativi all’igiene dei locali)

* Modalità di attivazione rispetto al mondo del lavoro/della formazione (culturale e professionale);

* Relazioni personali e sociali (con la famiglia, con i servizi territoriali di riferimento, con gli amici, con il datore di lavoro…);

* Modalità di ricerca di una sistemazione abitativa personale.

Tra gli strumenti utilizzati dagli educatori per stimolare la partecipazione alla vita collettiva e per permettere ai ragazzi di avere un luogo in cui confrontarsi c’è la riunione settimanale. La riunione è obbligatoria dal momento che è il luogo in cui si possono portare proposte ed esprimere nodi relativi alla vita dell’alloggio, esplicitare tensioni, condividere momenti con gli altri, motivo per cui gli educatori la programmano in base agli impegni dei ragazzi per permettere a tutti di partecipare.

“Uno degli strumenti più utili a de-istituzionalizzare la vita in comunità è la riunione di gruppo; momento in cui, i ragazzi, possono discutere delle regole comuni e del significato che esse acquisiscono nella loro vita e proporre varianti su cui la comunità sia poi disponibile a ripensarsi” 5

Oltre ai momenti in gruppo sono previsti momenti individuali per permettere ai ragazzi di avere uno spazio dedicato in cui potersi confrontare su argomenti privati che difficilmente racconterebbero nel gruppo. La raccolta di critiche, reclami è ben accetta e inserita nel contesto educativo. Viene infatti considerata una manifestazione di acquisita maturità, pertanto viene chiesto al giovane di accompagnarla da proposte costruttive e non manipolatorie o strumentali rispetto alle difficoltà che il percorso sull’autonomia gli riserva.

Nel caso emergano momenti di particolare crisi il ragazzo viene convocato per un colloquio in via formale dall’equipe educativa. In questo colloquio vengono esplicitate le difficoltà stimolando lo stesso nel percorso di consapevolezza e di risoluzione attiva dei problemi. Spesso a questi incontri vengono invitati anche gli assistenti sociali o altre figure di riferimento adulte poiché è fondamentale la collaborazione di tutta la rete che sta intorno al ragazzo.

Gli incontri fra il ragazzo e l’assistente sociale, normalmente vengono calendarizzati con cadenza mensile. In questi incontri può essere presente o meno l’educatore dell’alloggio.

Gli educatori, inoltre sostengono e monitorano i ragazzi affinchè mantengano gli impegni presi in ambito lavorativo e formativo

Gli ospiti risiedono nell’appartamento, ne possiedono le chiavi e non è prevista la contribuzione economica del giovane. Qualora il giovane svolga un’attività lavorativa, in stretta relazione a quanto concordato nel PEI, potrà essere riservata una quota, proporzionata al reddito, per azioni propedeutiche al raggiungimento della piena autonomia (ad esempio: il versamento della quota di anticipo per l’affitto di un futuro appartamento, un corso di guida per il conseguimento della patente, per l’acquisto di mezzo, ecc..)

L’alloggio è aperto 365 giorni l’anno.

E’possibile l’intervento di tirocinanti e volontari non in sostituzione dell’attività degli educatori.