concretamente per le scuole materne

CON-CRETA-MENTE

laboratorio di manipolazione della creta

Riferimenti teorici “Fare per capire…”

La metodologia cui si ispira questa proposta è quella pensata da Bruno Munari per la ceramica nell’ambito dei laboratori “Giocare con l’arte”, svolti al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza negli anni 70 e 80. Ciò che distingue i laboratori ideati da Munari è soprattutto il metodo: il laboratorio è un luogo di creatività e conoscenza, dove l’apprendimento passa attraverso il fare, la scoperta e la sperimentazione: non è più importante ciò che si produce, ma il modo con cui si arriva al prodotto: la finalità dell’attività è quella di fornire strumenti e competenze tecniche affinché ognuno possa stimolare il proprio “pensiero progettuale creativo” e arrivi a sviluppare uno specifico stile individuale.
La metodologia di lavoro predilige il gioco, in un alternarsi di regole e casualità, “sganciando” il contesto dalle aspettative circa il manufatto (si gioca con la creta per sperimentarsi, immaginare, scoprire…): in questo senso, l’esperienza proposta diventa patrimonio individuale e della classe, permettendo di uscire dal rischio di competizione e frustrazione che spesso tali  esercizi comportano.

Obiettivi:

•    Obiettivi didattici: attraverso la manipolazione della creta (guidata e libera), si contribuisce allo sviluppo della percezione tattile e visiva, della coordinazione oculo-manuale e della motricità fine; lo sviluppo delle capacità logiche di classificazione e seriazione, la comprensione di forma, peso e consistenza; l’interiorizzazione delle principali nozioni topologiche.
•    Possibilità espressiva: attraverso il contatto fisico e la manipolazione si aiuta a scoprire e mettere in gioco le capacità manuali individuali, conoscenze e creatività. Attraverso il fare si comunica qualcosa di se’ agli altri, si  rinforza la fiducia nelle proprie possibilità, si superano blocchi espressivi e comunicativi
•    Sviluppo dell’autonomia: pur fornendo competenze e strumenti di base, specifiche regole di esecuzione, il percorso permette ai bambini l’acquisizione di uno stile individuale, un proprio modello operativo: non è importante il finito ma il percorso che il bambino fa per arrivare alla conoscenza.  “Non è l’oggetto che va conservato, ma il modo, il metodo progettuale, l’esperienza modificabile pronta a produrre ancora…”.
•    Condivisione delle esperienze: il laboratorio è anche un luogo di incontro educativo, di formazione, collaborazione: si favorisce lo sviluppo socio-relazionale attraverso la condivisione dei materiali, il contributo individuale, in un clima di cooperazione e non competizione.

Contenuto e modalità di lavoro:

La proposta si articola attraverso moduli della durata di circa tre ore ciascuno, il cui contenuto viene calibrato in base all’età dei partecipanti. L’attività prevede una fase introduttiva mirata alla conoscenza e all’approccio con il materiale, al contatto fisico, la libera esplorazione, la condivisione delle sensazioni e percezioni con i compagni di lavoro. La seconda parte del laboratorio viene proposta tenendo conto dell’età dei bambini e delle loro esperienze didattiche.
Per le classi della Scuola Materna si propongono giochi-laboratori di conoscenza delle tecniche elementari della lavorazione ceramica (impronte, tracce, sfoglia, lucignolo, palline) utili allo sviluppo delle capacità percettive per questa fascia d’età: la percezione tattile (superfici, peso, consistenza, spessore, temperatura); la percezione visiva (forma, colore, grandezza, posizione, direzione); l’apprendimento dei principali concetti topologici, ecc.
Le classi della Scuola Primaria e Secondaria dopo aver preso contatto con il materiale nella fase introduttiva, potranno sperimentare alcune tra le principali tecniche ceramiche (sfoglia, lucignolo, texture per impronta e traccia, ingobbio, graffito, bassorilievo, calco in gesso) utili alla realizzazione di prodotti individuali. Attraverso giochi e animazioni, alternando la logica delle regole tecniche all’espressione creativa personale, i bambini arrivano a progettare e realizzare non un prodotto imitativo, ma la propria opera, unica nella sua specificità e nella valenza comunicativa.
Il laboratorio prevede attività a carattere prevalentemente pratico e sperimentale, precedute da una breve presentazione introduttiva e di conoscenza del gruppo.
I diversi moduli (e le relative tecniche di manipolazione) vengono proposti coinvolgendo la classe attraverso racconti e giochi di gruppo: tale metodologia permette di arrivare alla conoscenza e alla scoperta seguendo un percorso coinvolgente e gratificante, che supera i limiti del prodotto finito e del confronto (per molti fonte di frustrazione) con Il compagno “più bravo”.

MODULO A: MANIPOLAZIONE E TECNICHE DI BASE (3 INCONTRI) 

I INCONTRO

Introduzione e presentazione dell’attività: giochi di conoscenza e presentazione del gruppo.
Introduzione al percorso e alla materia: consistenza e caratteristiche del materiale, riconoscimento delle differenti tipologie di argilla e loro lavorabilità. riconoscimento delle proprietà fisiche e lavorabilità di tre diverse argille (creta, pirofila, terraglia) secondo un percorso ludico-sperimentale, che stimola la fantasia e fa riflettere su cose che già si conoscono.
Giochi di manipolazione guidata: giochi sensoriali di contatto, verbalizzazione, recupero di immagini. “Da uno a tanti: Gioco della Torre”, “Gioco del Personaggio”. 

II INCONTRO

La sfoglia: impronta e traccia Costruzione di una sfoglia di creta individuale. Introduzione al concetto di impronta e traccia. Gioco “La mia impronta”: sperimentazione di impronta e traccia attraverso le parti del corpo (dita, mano, gomito…). 

III INCONTRO

La sfoglia: impronta e traccia Costruzione di una sfoglia di creta individuale. Gioco “A caccia di impronte”: sperimentazione su sfoglia di impronte e tracce con utilizzo di oggetti di diversa natura e funzione.

MODULO B: TECNICHE DI FOGGIATURA E DECORAZIONE (successivo al modulo A)

I INCONTRO

Tecnica del lucignolo: sintetica descrizione e dimostrazione della tecnica ceramica. Creazione di una piastrella e realizzazione di una texture a scelta (per impronta o per traccia). Giochi diversi con utilizzo di colombini (Gioco dei personaggi della famiglia, Gioco della Scala…) che vanno a completare il manufatto.

II INCONTRO

Tecnica delle palline: sintetica descrizione e dimostrazione della tecnica ceramica. Il Gioco della Scala: creazione di una sfoglia e realizzazione di una texture a scelta (per impronta o per traccia); realizzazione di diverse palline (previa esemplificazione) di differente grandezza, che verranno posizionate sulla sfoglia a piacere, ma in ordine di grandezza e “incollate” una ad una con utilizzo di “colla ceramica”.

III INCONTRO

La sfoglia: palline e lucignoli “Gioco dei contrasti”: costruzione di una sfoglia di creta, lettura dell’immagine che la sfoglia ci suggerisce, completandola con il disegno a graffito. Preparazione di sottili lucignoli e piccole palline in terraglia, da posizionare sulle linee del disegno per arricchire la traccia e ottenere contrasto cromatico.
 

MODULO C: COLORE E VETRO
(successivo ai moduli A e B)

I INCONTRO 

Tecnica della pasta colorata: “Gioco dell’autoritratto”: giochi di osservazione e di esplorazione delle peculiarità somatiche del viso di ognuno. Preparazione di una sfoglia in terraglia individuale, sulla quale ogni partecipante aggiungerà a graffito i dettagli del proprio viso. Utilizzo di pasta di argilla colorata (applicazione tipo colori a dita) a completamento del lavoro.

II INCONTRO 

Tecnica dell’ingobbio: produzione individuale di una sfoglia di terraglia. La conduttrice del laboratorio aiuta i bambini a tagliare (con gesti rapidi e “senza pensare”) una forma casuale sulla sfoglia. Ognuno “legge” un’immagine (figurata o astratta) e la completa con graffiti. Il disegno viene arricchito con l’utilizzo di ingobbi colorati applicati a pennello.

III INCONTRO 

Tecnica delle perline di vetro: questa tecnica permette ai bambini, anche piccoli, di entrare e capire il mondo degli smalti ceramici (derivanti dal silicio, componente origine del vetro) evitando l’acquisizione di difficili competenze tecniche e i pericoli (per la salute) derivanti dall’uso di polveri di smalto. Il Gioco delle perline consiste nella produzione di una sfoglia in terraglia, che ogni bambino texturizza a sua scelta. Le piastrelle vengono successivamente arricchite con l’applicazione di materiale vetroso: perle, perline, vetrini, tessere ecc…in modo non casuale, ma seguendo a proprio gusto le linee dettate dalla texture.

NOTA: 
•    I laboratori sopra proposti sono solo una piccola parte delle possibilità didattiche ed applicative di questo metodo. Sarà possibile concordare direttamente con gli insegnanti interessati contenuti diversi tagliati sulle esigenze del singolo gruppo di lavoro.
•    Per ciò che riguarda il materiale (fornita dal conduttore dei laboratori), è previsto l’utilizzo di: creta, terraglia, ingobbi (colori a base di creta), pasta di creta colorata, perline in vetro. L’attrezzatura (grembiuli, tavolette, mattarelli ecc.) è, come il materiale, a cura del conduttore.
•    Gli elaborati prodotti dai bambini saranno riconsegnati alla classe dopo la cottura (a cura del conduttore del laboratorio). Ogni bambino avrà la possibilità di portare a casa il proprio manufatto; per alcune tipologie di lavori è possibile concordare e progettare un’installazione collettiva da conservare ed esporre a scuola o in classe.

DURATA E ORARI DI OGNI INCONTRO: 2 ore, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00

COSTO SINGOLO (PER BAMBINO AD INCONTRO): € 5,00

COSTO DI OGNI INCONTRO: € 100,00

COSTO DI OGNI MODULO (3 INCONTRI): € 12,00 a bambino / € 240,00 a modulo